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9 aprile 2016

Christian Citraro a DI.TV Imola

Mercoledì 6 aprile 2016 la trasmissione televisiva “Suonare Dalfiume”, condotta settimanalmente dalle 19:00 alle 20:00 dal comico e conduttore Davide Dalfiume su DI.TV Imola, ha interamente dedicato una puntata al tema del “Gioco”. Ospiti in studio Christian Citraro (docente di scuola primaria e divulgatore ludico), Maria Zappalà (campionessa di dama italiana 2015), Franco Bellandi (scrittore) e Daniele Ruggiano (attore). La trasmissione ha offerto la quanto mai rara occasione per parlare dell’importanza del gioco e del significato che assume nel contesto socio-culturale attuale, interrogandosi al contempo sulle devianze recentemente assunte in relazione all’abuso dello stesso.

Definito da Huizinga, fisoloso olandese del ‘900, come «un’attività fuori dalla vita ordinaria senza interessi materiali», al gioco vengono attribuiti un profondo valore educativo ed un ruolo essenziale nella maturazione globale del bambino, in quanto attività favorente lo sviluppo delle varie dimensioni della persona. Il gioco è il pane quotidiano di cui il bambino si nutre, è come un lavoro, un’attività attraverso la quale i suoi sensi, le sue emozioni e il suo cervello si sviluppano, vero e proprio evento cognitivo e di apprendimento. Attraverso il gioco l’individuo si libera del regno del necessario per conquistare quello del possibile. Il gioco non ha confini geografici, sociali ed economici: può essere praticato da tutti a tutte le età, esercitando una funzione altamente socializzante.


Comunemente rientranti nell’accezione “giochi da tavolo”, i popolarissimi giochi della Dama, degli Scacchi e del Bridge hanno recentemente vista riconosciuta da parte del Comitato Olimpico ed altri organi internazionali la definizione di “Sport della Mente”, diventando ufficialmente “Discipline Sportive Associate” riconosciute dal CONI.
Il Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR), mediante appositi protocolli d’intesa sottoscritti con la Federazione Italiana Dama (FID), la Federazione Scacchistica Italiana (FSI) e la Federazione Italiana Giuoco Bridge (FIGB), considerando le tre discipline come associate al CONI, autorizza formalmente le scuole che lo richiedono alla loro pratica, nell’ampia cornice del Progetto “Sport a Scuola”. Gli sport della mente coinvolgono l’individuo sul piano comportamentale (educazione civica), strutturale (ragionamento) e funzionale (calcolo mentale, memoria e concentrazione), e possono diventare, inoltre, strumento di supporto per studenti diversamente abili e/o con difficoltà di apprendimento.

Il gioco, tuttavia, nonostante le nobili prerogative, nasconde inevitabilmente un suo “lato oscuro”. Come sono cambiate le abitudini ludiche dei più giovani? Quando il gioco finisce di essere tale e si trasforma in patologia?
Per gli addetti ai lavori, il problema è rappresentato dalla crescente ascesa dei disturbi correlati al “gioco d’azzardo patologico”, o “azzardopatia”, definita genericamente e impropriamente “ludopatia”, che caratterizza, a diversi gradi e in differenti modi, sia le vecchie che le giovani generazioni.
Nelle giovani generazioni, la disponibilità di apparecchi digitali e dispositivi multimediali, videogame e simili, ha generato fenomeni di alienazione o di vera e propria ossessione, che hanno modificato le abitudini ludiche di una larga fetta di adolescenti.
Per le generazioni adulte, la notevole offerta correlata al boom delle scommesse sportive, gratta e vinci, super-enalotto, videopoker, casinò on-line e giochi d’azzardo in genere, ha recentemente prodotto un aumento delle patologie compulsive correlate all’uso improprio di questi strumenti.


Da sx: F. Bellandi, C. Citraro, M. Zappalà, D. Dalfiume, D. Ruggiano

Oggigiorno diventa più che mai necessario mettere in atto tutte le strategie utili a contrastare i fenomeni riconducibili sia al gioco digitale ossessivo-compulsivo che al gioco d'azzardo patologico, attraverso una rinnovata azione di divulgazione dei temi cari alla cultura ludica che distingua l'autentico e genuino "gioco" dal "gioco d'azzardo", una commistione semantica che nel nostro Paese genera da troppo tempo confusione e non rende giustizia al significato più nobile di esso.

- Guarda il video integrale della puntata
- Post consultabile anche su Ludendo docere - Blog ludico-didattico di Christian Citraro

6 aprile 2014

PHL a Play Modena 2014

Sabato 5 e domenica 6 aprile, nell’ambito della manifestazione Play Modena 2014, una quanto mai ghiotta occasione per sperimentare dal vivo gli “sport della mente”: lo stand della FID - Federazione Italiana Dama, posto all’interno dell’area Giochi Astratti, ha infatti accolto al suo interno nella giornata di sabato Christian Citraro, divulgatore ludico e responsabile del Progetto Homo Ludens, neo nominato Delegato Provinciale della Federdama per la provincia di Bologna.

Da sx: Oggiano, Cavallini, Citraro, Zappalà, Crepaldi
Lo stand, magistralmente allestito e gestito da Cosimo Crepaldi, Direttore Nazionale di gioco della FID, è stato crocevia di numerosissimi visitatori della Fiera, fermatisi per una piacevole sosta di gioco, al fine di conoscere le principali regole o approfondire particolari aspetti tecnici propri del gioco della Dama. A coadiuvarlo nell’arduo compito di “evangelizzazione damistica” Silvano Cavallini (Delegato Regionale FID Emilia-Romagna), Maria Zappalà (Presidente Circolo Damistico “Giovanni Falcone” di Bologna) e Cosimo Oggiano (Candidato Maestro, Circolo Damistico “Il Buco Magico” di Reggio Emilia). La giornata è stata altresì occasione di reciproco confronto tra i diversi addetti ai lavori, attraverso scambi di opinioni ed idee sulle varie “discipline mentali”, grazie alla vicinanza degli “amici” degli Scacchi e del Go, i cui rispettivi spazi erano attigui alla Dama, ponendo le basi per future sinergie tra le diverse discipline nel territorio bolognese.

A sx: Lo stand della Federazione Italiana Dama (FID) - A dx: arbitro d'eccezione per una "strana partita"

Play - Festival del Gioco, organizzata all’interno del quartiere fieristico modenese, è giunta quest’anno alla sesta edizione. Ideata da ModenaFiere con la direzione tecnica del Club TreEmme e il supporto de La Tana dei Goblin e di decine di altre associazioni ludiche italiane, negli anni è diventata un punto di riferimento per gli operatori e gli appassionati del settore, nonché per la diffusione della cultura ludica in Italia, grazie anche al contributo dello storico media partner Gioconomicon, a cui quest’anno si è aggiunto il portale Fattore Famiglia.
Play conta sulla  presenza di decine di espositori, rivenditori e grandi aziende del settore, con oltre 18.000 mq di spazi e più di 1000 tavoli di giochi tutti da provare. Un vero e proprio successo che in questa edizione ha fatto registrare oltre 25.000 visitatori, con più di 250 eventi in programma, oltre 60 tornei nazionali, 70 associazioni ludiche coinvolte e numerose aree tematiche e di gioco, liberamente fruibili dai visitatori.


12 giugno 2013

Visita didattica Play Modena 2013

Sveglia all’alba, zainetti pronti, borraccia piena: destinazione Play Modena – Festival del Gioco 2013. Sabato 6 aprile, una giornata dal sapore diverso per i 20 alunni di classe 4A della Scuola Primaria “Don Lorenzo Milani” di Poggio Grande, facente parte della Direzione Didattica di Castel San Pietro Terme (BO), un’esperienza ludica a tuttotondo, che verrà senz’altro ricordata per lungo tempo.
Ad accompagnarli in questo viaggio il docente di classe ed esperto di giochi Christian Citraro, che quasi come un novello Virgilio ha guidato i ragazzi lungo gli “irti sentieri” del gioco.

La Play, organizzata all’interno del quartiere fieristico modenese e giunta alla quinta edizione, è da tempo diventata un punto di riferimento per gli operatori e gli appassionati del settore, nonché per la diffusione della cultura ludica. Essa conta sulla  presenza di decine di espositori, rivenditori e grandi aziende del settore, con oltre 18.000 mq di spazi e più di 1000 tavoli di giochi tutti da provare. Un successo che in questa edizione ha fatto registrare oltre 25.000 visitatori, con più di 300 eventi di gioco, ben 60 tornei e numerose aree tematiche e di gioco, liberamente fruibili dai visitatori.


Partiti di buonora da Castel San Pietro Terme, la carovana di alunni, genitori ed insegnanti ha coperto d’un soffio la distanza necessaria a raggiungere il luogo del misfatto, oltrepassando parte delle fitte nebbie della Bassa Padana. Ore 09:00, puntuali all’ingresso e zaino in spalla, si parte per la prima delle tre stazioni programmate: il “Go”, gioco astratto strategico per due giocatori, nato in Cina circa 4000 anni fa e noto col nome di Weiqi (letteralmente gioco del circondare), conosciuto dai più come gli “Scacchi d’Oriente”. Ad attendere il gruppo i membri del “Go Club del Tortellino” per un’ora di lezione e di gioco puro in compagnia di goban, pietre, gruppi e catture. Ottimi riscontri da parte dei bambini, che hanno mostrato di gradire le peculiarità di una disciplina distante dai modi occidentali di concepire il gioco ma che sa risvegliare l’interesse e la passione dei più.


Spazio per una breve merenda e si continua con la seconda fermata, stavolta dedicata al Verba Volant, un interessante gioco di memoria e di abilità linguistica per 2-5 giocatori, che incrocia il classico meccanismo del Memory con quelli dei giochi di parole. A fare gli onori di casa l’ideatore del gioco in persona, Sua Maestà Ennio Peres, il più famoso enigmista e giocologo italiano che dopo averne magistralmente spiegato meccanismi e scopi ha subito organizzato un apposito torneo che ha letteralmente trascinato i ragazzi in un’appassionante sfida incrociata su quattro diversi tavoli da gioco. Alla fine i primi tre classificati sono stati premiati con altrettante scatole del gioco, per un sicuro divertimento anche in famiglia.


Ultima fermata, la più rilassante, presso l’area Ludoteca Ideale Kids, sapientemente gestita dalla “Tana dei Goblin”, importante associazione ludica italiana. Stavolta i ragazzi, suddivisi in molteplici e diversissimi tavoli da gioco (nell’ordine, City Alarm, Dixit, Fantascatti, PitchCar), si sono lanciati in emozionanti e coinvolgenti sfide il cui unico scopo è stato lo sfrenato divertimento reciproco.

 







Ma ahimè, la mattinata volge al termine ed i primi morsi della fame cominciano a farsi sentire… È arrivata quindi l’ora del pranzo che mette tutti temporaneamente in pausa. Prima del rompere-le-righe doverosa foto ricordo in compagnia degli insegnanti. 

Il divertimento continuerà nel pomeriggio in totale libertà con mamma e papà, alla scoperta dei numerosi padiglioni della fiera ma soprattutto dell’attrazione principe di quest’anno: il Laser-Game, fantasia catalizzatrice di grandi e piccini, docenti compresi.

Ore 20:00, quasi a malincuore si ritorna a casa, la speranza è che i prossimi 365 giorni passino il più in fretta possibile… Arrivederci alla prossima edizione!!!

25 giugno 2012

S-cakes

[di Avv. Giovanni R. Patti, da "In Aevum", Rivista dell'Istituto San Michele di Acireale, N° 22, Maggio 2012, pag. 8]

Ritenete che la prima cosa a cui si pensi quando si riceve in regalo una scatola di cioccolatini sia quella di cominciare a mangiarli? Naturalmente (e questo soprattutto quando i cioccolatini siano della Antica Cioccolateria Acese, una ditta siciliana –di Aci S. Antonio (CT)- che proprio sui sapori siciliani fa leva per proporre prodotti dai gusti originali).


Talvolta però può aversi una qualche deformazione mentale, e il ‘mangiarli’ a cui si pensa sia l’esito di una mossa di gioco da scacchiera.


La scatola dei "giocolatini"
È questa la prima impressione che si è avuta al ricevere in regalo una confezione di 18 cioccolatini assortiti proprio della Antica Cioccolateria Acese, equamente divisi in nove al gusto di cioccolato fondente e in nove al latte, in una scatola quadrata che già da sé ricorda immediatamente un gioco da tavolo.


Il gioco da scacchiera che ha sollecitato l’impressione (e questo è ancor più strano) non esiste, ma è stato inventato al momento, proprio guardando la confezione di questi dolci (cakes): gli S-cakes.

Il nome è stato così ideato perché possiamo vagamente considerare il gioco una variante degli scacchi, dato che richiede una scacchiera di 5 x 5 caselle, e i cui pezzi sono proprio i cioccolatini che assumono il ruolo che nella quasi totalità è quello dei noti pezzi degli scacchi. 


Essi si possono così elencare (nella foto dal basso in alto e da destra a sinistra, in uno con il gusto del cioccolatino corrispondente): in prima fila,R– due Re (Gianduia dell’Etna); A– due Alfieri (Zagara); in seconda fila, alle estremità, T– due Torri (Fichi); al centro, due p- pedoni (Nocciola); in terza fila, alle estremità, Rg– due Regine (Pistacchio di Bronte) e altri quattro pedoni (quelli più vicino alla Regina a sinistra al gusto di Mandarino, gli altri due al gusto di Mandorla di Sicilia); in quarta fila, alle estremità, C– due Cavalli (al gusto di Malvasia delle Lipari); al centro Rs– due Riservisti (al gusto di Arancia).


Come si sarà notato esiste un pezzo identico sia per il cioccolato fondente che per quello al latte: il che permette di formare due schieramenti con un numero uguale di pezzi, come i bianchi e i neri degli scacchi.


I due schieramenti si dispongono nella scacchiera secondo il seguente ordine:


Re
T
Rg
C
A

p
p
p







p
p
p

A
C
Rg
T
Re



La disposizione dei "pezzi"
I pezzi muovono come nel gioco degli scacchi (Torre: verticalmente o orizzontalmente; Alfiere: diagonalmente; Regina: verticalmente o orizzontalmente o diagonalmente; Re: come la Regina, ma di una sola casella per volta; Cavallo: con una mossa a L, e cioè –anche scavalcando altre pedine- una casella verticale e due orizzontali; due verticali e una orizzontale; una orizzontale e due verticali; due orizzontali e una verticale).


Rispetto agli scacchi i pedoni muovono come la Torre, ma di una casella per volta, ed eliminano il pezzo più vicino in diagonale alla propria casella.


L’eliminazione anche per tutti gli altri pezzi avviene prendendo il posto nella casella del pezzo ‘mangiato’.
Il Riservista è una pedina che non esiste negli scacchi. Nel nostro gioco sostituisce a scelta del giocatore o una Torre, o un Alfiere o un Cavallo già eliminato (e il cioccolatino-pezzo prescelto si porrà sulla base rotonda del cioccolatino del Riservista). In altre parole, è un modo per recuperare al gioco un altro pezzo con le stesse funzioni di uno eliminato, attingendo alla ‘riserva’ dell’esercito –da qui il nome- (e per questo Re e Regina non possono essere sostituiti). Il Riservista “prende posto” nello scacchiere (e cioè viene collocato in una casella a piacimento) al posto di una mossa.



Alla fine, come negli scacchi, vince chi dà scacco matto al Re, costringendolo comunque a muovere in una casella in cui sarà eliminato.

Importante: In assenza dei 'giocolatini' si possono utilizzare i pezzi degli scacchi e due pedine della dama (quest'ultime per il ruolo del riservista).
  


***


In conclusione è d’uopo un’avvertenza. Questo gioco ha una sola controindicazione: che i pezzi finiscono per essere mangiati veramente e –alla fine- è già un’impresa riuscire a giocare qualche partita o poco più senza che si stia già cominciando a digerirli.



GIOVANNI R. PATTI



[Si ringrazia Christian Citraro –appassionato di giochi da tavolo- il cui gentile pensiero della scatola di cioccolatini ha suscitato in chi scrive il sottile pensiero del gioco.]

*** Da "In Aevum", Rivista dell'Istituto San Michele di Acireale, N° 22, Maggio 2012, pag. 8.