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9 aprile 2016

Christian Citraro a DI.TV Imola

Mercoledì 6 aprile 2016 la trasmissione televisiva “Suonare Dalfiume”, condotta settimanalmente dalle 19:00 alle 20:00 dal comico e conduttore Davide Dalfiume su DI.TV Imola, ha interamente dedicato una puntata al tema del “Gioco”. Ospiti in studio Christian Citraro (docente di scuola primaria e divulgatore ludico), Maria Zappalà (campionessa di dama italiana 2015), Franco Bellandi (scrittore) e Daniele Ruggiano (attore). La trasmissione ha offerto la quanto mai rara occasione per parlare dell’importanza del gioco e del significato che assume nel contesto socio-culturale attuale, interrogandosi al contempo sulle devianze recentemente assunte in relazione all’abuso dello stesso.

Definito da Huizinga, fisoloso olandese del ‘900, come «un’attività fuori dalla vita ordinaria senza interessi materiali», al gioco vengono attribuiti un profondo valore educativo ed un ruolo essenziale nella maturazione globale del bambino, in quanto attività favorente lo sviluppo delle varie dimensioni della persona. Il gioco è il pane quotidiano di cui il bambino si nutre, è come un lavoro, un’attività attraverso la quale i suoi sensi, le sue emozioni e il suo cervello si sviluppano, vero e proprio evento cognitivo e di apprendimento. Attraverso il gioco l’individuo si libera del regno del necessario per conquistare quello del possibile. Il gioco non ha confini geografici, sociali ed economici: può essere praticato da tutti a tutte le età, esercitando una funzione altamente socializzante.


Comunemente rientranti nell’accezione “giochi da tavolo”, i popolarissimi giochi della Dama, degli Scacchi e del Bridge hanno recentemente vista riconosciuta da parte del Comitato Olimpico ed altri organi internazionali la definizione di “Sport della Mente”, diventando ufficialmente “Discipline Sportive Associate” riconosciute dal CONI.
Il Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR), mediante appositi protocolli d’intesa sottoscritti con la Federazione Italiana Dama (FID), la Federazione Scacchistica Italiana (FSI) e la Federazione Italiana Giuoco Bridge (FIGB), considerando le tre discipline come associate al CONI, autorizza formalmente le scuole che lo richiedono alla loro pratica, nell’ampia cornice del Progetto “Sport a Scuola”. Gli sport della mente coinvolgono l’individuo sul piano comportamentale (educazione civica), strutturale (ragionamento) e funzionale (calcolo mentale, memoria e concentrazione), e possono diventare, inoltre, strumento di supporto per studenti diversamente abili e/o con difficoltà di apprendimento.

Il gioco, tuttavia, nonostante le nobili prerogative, nasconde inevitabilmente un suo “lato oscuro”. Come sono cambiate le abitudini ludiche dei più giovani? Quando il gioco finisce di essere tale e si trasforma in patologia?
Per gli addetti ai lavori, il problema è rappresentato dalla crescente ascesa dei disturbi correlati al “gioco d’azzardo patologico”, o “azzardopatia”, definita genericamente e impropriamente “ludopatia”, che caratterizza, a diversi gradi e in differenti modi, sia le vecchie che le giovani generazioni.
Nelle giovani generazioni, la disponibilità di apparecchi digitali e dispositivi multimediali, videogame e simili, ha generato fenomeni di alienazione o di vera e propria ossessione, che hanno modificato le abitudini ludiche di una larga fetta di adolescenti.
Per le generazioni adulte, la notevole offerta correlata al boom delle scommesse sportive, gratta e vinci, super-enalotto, videopoker, casinò on-line e giochi d’azzardo in genere, ha recentemente prodotto un aumento delle patologie compulsive correlate all’uso improprio di questi strumenti.


Da sx: F. Bellandi, C. Citraro, M. Zappalà, D. Dalfiume, D. Ruggiano

Oggigiorno diventa più che mai necessario mettere in atto tutte le strategie utili a contrastare i fenomeni riconducibili sia al gioco digitale ossessivo-compulsivo che al gioco d'azzardo patologico, attraverso una rinnovata azione di divulgazione dei temi cari alla cultura ludica che distingua l'autentico e genuino "gioco" dal "gioco d'azzardo", una commistione semantica che nel nostro Paese genera da troppo tempo confusione e non rende giustizia al significato più nobile di esso.

- Guarda il video integrale della puntata
- Post consultabile anche su Ludendo docere - Blog ludico-didattico di Christian Citraro

26 marzo 2016

Laboratorio di Scacchi

Attività scacchistica in classe
I 25 alunni di classe 2A della Scuola Primaria “Don Milani” di Poggio Grande, facente parte della Direzione Didattica di Castel San Pietro Terme (BO), hanno partecipato nel corso del secondo quadrimestre al Laboratorio di Scacchi, condotto dall’istruttore di base Nazario Nonni del “Circolo Scacchistico Bolognese” e dall’istruttore scolastico, nonché docente di scuola primaria, Christian Citraro.

Il laboratorio si è svolto dal 15 febbraio al 4 marzo 2016, per un totale di 5 incontri di un’ora ciascuno in orario curricolare antimeridiano, durante i quali sono state spiegate le principali regole di gioco ed il movimento dei pezzi, tramite l’ausilio di specifici materiali tecnici e didattici, lezioni che hanno permesso ai bambini di muovere i “primi passi” sulla scacchiera. L’attività è comunque proseguita nel corso dell’anno scolastico, accompagnando molti degli intervalli e dei momenti liberi dalle occupazioni strettamente didattiche.

L’apprendimento degli scacchi è stato indubbiamente di giovamento ai giovanissimi allievi. È pressoché riconosciuto che chi pratica questa disciplina acquisisce, in generale, maggiore capacità di concentrazione e potenzia senza sforzo le caratteristiche elaborative del cervello, con notevoli effetti benefici nell’apprendimento delle materie scolastiche, in
particolar modo quelle riconducibili all’area logico-matematica
.

*** Post consultabile anche su "Ludendo Docere" - Blog Ludico-Didattico di Christian Citraro

3 marzo 2013

Laboratorio di Scacchi

I 22 alunni di classe 5A della Scuola Primaria “Don Lorenzo Milani” di Poggio Grande, facente parte della Direzione Didattica di Castel San Pietro Terme (BO), hanno partecipato nel corso del primo quadrimestre al “Laboratorio di Scacchi”, condotto dall’istruttore Scolastico della Federazione Scacchistica Italiana, nonché docente di scuola primaria, Christian Citraro. Il laboratorio si è svolto dal 1 ottobre al 19 novembre 2012, per un totale di 8 incontri settimanali di un’ora e mezza ciascuno in orario curricolare pomeridiano, durante i quali sono stati spiegati le regole di gioco ed alcuni elementari temi tattici, tramite l’ausilio di specifici materiali tecnici e didattici, scacchiere da tavolo e supporti multimediali in DVD.



 
L’attività scacchistica, fortemente richiesta dagli alunni e dalle docenti di classe, nell’intento di potenziare l’apprendimento delle varie discipline, si è facilmente inserita nella normale routine scolastica, offrendo reciproche occasioni di scambio d'esperienze, crescita umana e civile ed uso intelligente del tempo libero. Gli scacchi favoriscono la concentrazione, la logica e l’uso sistematico della memoria, attivano i processi di astrazione e di problem-solving e facilitano lo sviluppo del pensiero formale, la fiducia nei propri mezzi, il rispetto delle opinioni altrui, l'accettazione ed il confronto, stimolando così la naturale maturazione dello studente. 



Il laboratorio si è concluso lunedì 28 gennaio 2013, con un torneo scolastico a sistema svizzero, articolato in 8 turni di gioco. Sano agonismo condito da un pizzico di nervosismo hanno caratterizzato la prima esperienza di competizione sportiva per buona parte dei partecipanti. Alla fine la vittoria è andata ex-aequo ad A.B. e M.B. (6 punti), seguiti da G.L. (5,5 punti) e D.R. (5 punti), applauditi ed esaltati dai compagni di classe al termine delle “ostilità”. 














Il 30 gennaio, alla presenza delle insegnanti e dell’istruttore, sono stati consegnati agli entusiasti allievi gli attestati di partecipazione al laboratorio e le pergamene ricordo per i primi tre classificati del torneo conclusivo. Grande soddisfazione in definitiva è stata espressa sia dal team docente che dai genitori per l’interesse, l’impegno e la partecipazione profusa dai ragazzi lungo tutto il percorso.

***  Post consultabile anche su "Ludendo Docere" - Blog Ludico-Didattico di Christian Citraro

24 febbraio 2013

Christian Citraro a Ciao RadioTV Bologna

Mercoledì 6 febbraio 2013 la trasmissione settimanale “Fari puntati su…”, condotta da Floriano Roncarati dalle 19:00 alle 20:00 su Ciao RadioTV Bologna, ha interamente dedicato una puntata al tema de “I giochi da tavolo e gli scacchi”. Ospiti in studio Christian Citraro, divulgatore ludico e responsabile del “Progetto Homo Ludens”, Nazario Nonni e Roberto Giordani in rappresentanza del “Circolo Scacchistico Bolognese”.

L’occasione è stata utile per parlare dell’importanza del gioco, delle sue origini e del significato che assume nell’odierno contesto socio-culturale, soprattutto italiano. Il gioco, presente in tutte le culture antiche, rappresenta un tratto comune del genere umano. Tutti i giochi moderni, siano essi da tavolo, videogiochi, giochi di ruolo o di carte collezionabili, portano nel loro DNA i tratti di una storia millenaria, le cui prime testimonianze risalgono al 9000 a.C. Basti pensare al gioco del Senetpresso gli Antichi Egizi che ha in seguito dato luogo a molti giochi di tavoliere, tra cui la Dama; ai Dadi, il cui termine arabo az-zahr identifica l’odierno ‘azzardo’; alla grande tradizione dei giochi africani di fossi e ciottoli, rappresentati dalla famiglia dei Mancala; al Weiqi/Go, millenario gioco di territorio tipicamente orientale; al Chaturanga, che attraverso una lunga staffetta tra Oriente ed Occidente genererà gli Scacchi; ai Tarocchi, col loro concetto divinatorio, da cui traggono origine molti giochi di carte contemporanei.

Gioco dalla grande valenza storica e sociologica, ma che non sempre è stato valutato con la dovuta attenzione dagli osservatori del tempo, spesso considerato come mera perdita di tempo, tanto da far affermare a Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso come, tra le molte attività improduttive presenti sulla Luna sta «l’inutil tempo che si perde al giuoco». Bisognerà attendere il Novecento e gli studi del matematico Neumann e dell’economista Morgenstern sulla “Teoria dei Giochi”, numerosi Premi Nobel, sino a quello del matematico ed economista John Nash del 1994, e le relative applicazioni in campo economico, politico e militare, per avere il giusto riconoscimento in campo scientifico. Lo studio del gioco ha rivelato in tempi recenti molteplici tipi di approcci, principalmente di tipo psicologico (Freud, Winnicott, Piaget, Bruner) che ha valorizzato le potenzialità riferite allo sviluppo cognitivo, sociologico (Caillois) che ha sottolineato la fondamentale funzione sociale e razionale dell’attività ludica, e filosofico, con Huizinga che per primo ha cercato di cogliere nel gioco alcuni aspetti universali della civiltà, definendolo come «un’attività fuori dalla vita reale senza interessi materiali».

Da sx: Nazario Nonni, Roberto Giordani, Christian Citraro, Floriano Roncarati

L’Italia non è certamente un Paese all’avanguardia ludica. Gli italiani sono storicamente degli scarsi consumatori di giochi: è più un prodotto da regalare che da usare. Questa povertà si riflette anzitutto in ambito linguistico, laddove sotto il termine ‘gioco’ vengono fatte rientrare diverse accezioni, percepito soprattutto quale tematica ad uso esclusivo della pedagogia, quindi una faccenda squisitamente da bambini. Diversa musica nel mondo anglosassone, nel quale il termine assume nella lingua inglese diverse sfumature di significato, identificabili con le comuni espressioni to play (‘giocare’, ma anche ‘recitare’ e ‘suonare’), to enjoy (genericamente ‘divertirsi’ in riferimento al gioco, ma anche ‘apprezzare’, ‘provare’, ‘gustare’),gaming (come playing ma rifacendosi a giochi poco impegnativi) e gambling (alludendo al gioco d’azzardo). In Germania, Paese da sempre sensibile alle tematiche ludiche, è stato addirittura istituito dal 1978 un prestigioso premio per giochi da tavolo e giochi di carte, denominato Spiel des Jahres. In Italia, l’unica eccezione rappresentata dal gioco è quella correlata al boom delle scommesse sportive, gratta e vinci, super-enalotto e giochi d’azzardo in genere, con le annesse problematiche relative all’azzardo patologico che sfociano nella “ludopatia”, un mezzo per monetizzare, alienandosi ed arricchendo le casse dello Stato, piuttosto che uno strumento per stare insieme divertendosi.

In tempi recenti, dai giochi da tavolo si sono affrancate le cosiddette “discipline mentali”. Il 19 aprile del 2005 le quattro federazioni mondiali della Dama (FMJD), degli Scacchi (FIDE), del Bridge (WBF) e del Go (IGF) hanno deciso di costituire l'International Mind Sport Association (IMSA), la “Federazione Internazionale Sport della Mente”, in rappresentanza di 400 Federazioni Nazionali e circa 500 milioni di giocatori sparsi in tutto il mondo. Nel 2008 a Pechino e nel 2012 a Lille, in corrispondenza delle Olimpiadi, sono state rispettivamente disputate la prima e la seconda edizione dei “World Mind Sports Games”, le “Olimpiadi della Mente”, durante i quali si sono sfidati i maggiori esperti di queste discipline. L’Italia è stata degnamente rappresentata dai propri atleti in entrambe le edizioni, riportando nette vittorie soprattutto nella Dama e nel Bridge. Gli sport della mente coinvolgono l’individuo sul piano comportamentale (educazione civica), strutturale (ragionamento) e funzionale (calcolo mentale, memoria e concentrazione), possono diventare, inoltre, strumento di supporto per studenti diversamente abili e/o con difficoltà di apprendimento. Il Ministero della Pubblica Istruzione, mediante appositi protocolli d’intesa sottoscritti con la Federdama, la Federscacchi e la Federbridge, considerando le tre discipline come associate al CONI, autorizza formalmente le scuole che lo richiedono alla loro pratica, nell’ampia cornice del Progetto “Sport a Scuola”.

Dopo decenni d’immobilismo sembrerebbe muoversi qualcosa, con manifestazioni e iniziative ludiche che iniziano a moltiplicarsi. Basti pensare alla Play Modena, cui si aggiungono GiocaTorino, Lucca Comics & Games, San Marino Convention, Roma Ludica, Napoli GameCon ed Etna Comics, inoltre fanno la loro comparsa numerose associazioni, riviste e siti web specializzati che cominciano a diffondere un po’ ovunque la “cultura ludica”. Ciò fa ben sperare per il futuro e dire a gran voce: «Avanti con gli Sport della Mente!».

2 novembre 2012

Laboratori A.S. 2012/2013

La Scuola Primaria "Don Milani" di Poggio Grande, facente parte della Direzione Didattica Statale di Castel San Pietro Terme (BO), darà il via, durante l'Anno Scolastico 2012/2013, a numerosi laboratori ludici.

A curarli sarà il docente di scuola primaria e divulgatore ludico Christian Citraro, che avvalendosi della collaborazione delle docenti del plesso attuerà, lungo il corso dell'anno scolastico, i diversi laboratori.

Le proposte ludiche riguarderanno, nell'ordine, le seguenti classi, secondo il presente calendario:
I dettagli e le photogallery di ciascun laboratorio saranno pubblicati, rispettivamente, nei successivi post del "Blog" e nella sezione "Laboratori" del sito web HomoLudens.it.

25 giugno 2012

S-cakes

[di Avv. Giovanni R. Patti, da "In Aevum", Rivista dell'Istituto San Michele di Acireale, N° 22, Maggio 2012, pag. 8]

Ritenete che la prima cosa a cui si pensi quando si riceve in regalo una scatola di cioccolatini sia quella di cominciare a mangiarli? Naturalmente (e questo soprattutto quando i cioccolatini siano della Antica Cioccolateria Acese, una ditta siciliana –di Aci S. Antonio (CT)- che proprio sui sapori siciliani fa leva per proporre prodotti dai gusti originali).


Talvolta però può aversi una qualche deformazione mentale, e il ‘mangiarli’ a cui si pensa sia l’esito di una mossa di gioco da scacchiera.


La scatola dei "giocolatini"
È questa la prima impressione che si è avuta al ricevere in regalo una confezione di 18 cioccolatini assortiti proprio della Antica Cioccolateria Acese, equamente divisi in nove al gusto di cioccolato fondente e in nove al latte, in una scatola quadrata che già da sé ricorda immediatamente un gioco da tavolo.


Il gioco da scacchiera che ha sollecitato l’impressione (e questo è ancor più strano) non esiste, ma è stato inventato al momento, proprio guardando la confezione di questi dolci (cakes): gli S-cakes.

Il nome è stato così ideato perché possiamo vagamente considerare il gioco una variante degli scacchi, dato che richiede una scacchiera di 5 x 5 caselle, e i cui pezzi sono proprio i cioccolatini che assumono il ruolo che nella quasi totalità è quello dei noti pezzi degli scacchi. 


Essi si possono così elencare (nella foto dal basso in alto e da destra a sinistra, in uno con il gusto del cioccolatino corrispondente): in prima fila,R– due Re (Gianduia dell’Etna); A– due Alfieri (Zagara); in seconda fila, alle estremità, T– due Torri (Fichi); al centro, due p- pedoni (Nocciola); in terza fila, alle estremità, Rg– due Regine (Pistacchio di Bronte) e altri quattro pedoni (quelli più vicino alla Regina a sinistra al gusto di Mandarino, gli altri due al gusto di Mandorla di Sicilia); in quarta fila, alle estremità, C– due Cavalli (al gusto di Malvasia delle Lipari); al centro Rs– due Riservisti (al gusto di Arancia).


Come si sarà notato esiste un pezzo identico sia per il cioccolato fondente che per quello al latte: il che permette di formare due schieramenti con un numero uguale di pezzi, come i bianchi e i neri degli scacchi.


I due schieramenti si dispongono nella scacchiera secondo il seguente ordine:


Re
T
Rg
C
A

p
p
p







p
p
p

A
C
Rg
T
Re



La disposizione dei "pezzi"
I pezzi muovono come nel gioco degli scacchi (Torre: verticalmente o orizzontalmente; Alfiere: diagonalmente; Regina: verticalmente o orizzontalmente o diagonalmente; Re: come la Regina, ma di una sola casella per volta; Cavallo: con una mossa a L, e cioè –anche scavalcando altre pedine- una casella verticale e due orizzontali; due verticali e una orizzontale; una orizzontale e due verticali; due orizzontali e una verticale).


Rispetto agli scacchi i pedoni muovono come la Torre, ma di una casella per volta, ed eliminano il pezzo più vicino in diagonale alla propria casella.


L’eliminazione anche per tutti gli altri pezzi avviene prendendo il posto nella casella del pezzo ‘mangiato’.
Il Riservista è una pedina che non esiste negli scacchi. Nel nostro gioco sostituisce a scelta del giocatore o una Torre, o un Alfiere o un Cavallo già eliminato (e il cioccolatino-pezzo prescelto si porrà sulla base rotonda del cioccolatino del Riservista). In altre parole, è un modo per recuperare al gioco un altro pezzo con le stesse funzioni di uno eliminato, attingendo alla ‘riserva’ dell’esercito –da qui il nome- (e per questo Re e Regina non possono essere sostituiti). Il Riservista “prende posto” nello scacchiere (e cioè viene collocato in una casella a piacimento) al posto di una mossa.



Alla fine, come negli scacchi, vince chi dà scacco matto al Re, costringendolo comunque a muovere in una casella in cui sarà eliminato.

Importante: In assenza dei 'giocolatini' si possono utilizzare i pezzi degli scacchi e due pedine della dama (quest'ultime per il ruolo del riservista).
  


***


In conclusione è d’uopo un’avvertenza. Questo gioco ha una sola controindicazione: che i pezzi finiscono per essere mangiati veramente e –alla fine- è già un’impresa riuscire a giocare qualche partita o poco più senza che si stia già cominciando a digerirli.



GIOVANNI R. PATTI



[Si ringrazia Christian Citraro –appassionato di giochi da tavolo- il cui gentile pensiero della scatola di cioccolatini ha suscitato in chi scrive il sottile pensiero del gioco.]

*** Da "In Aevum", Rivista dell'Istituto San Michele di Acireale, N° 22, Maggio 2012, pag. 8.

5 agosto 2011

Laboratorio di Scacchi

La Scuola Primaria Paritaria "Topolinia School" di Acireale, a seguito del successo del precedente Laboratorio e per volontà della Direttrice Didattica Agata Pennisi ha organizzato, in occasione del Grest Estivo 2011, un Laboratorio di Scacchi, tenuto dall'Istruttore Scolastico della FSI Christian Citraro.
Le attività hanno avuto inizio il 12 luglio ed hanno visto la partecipazione di 8 allievi di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, per un totale di 8 lezioni della durata di un'ora e mezza ciascuna, durante le quali sono state spiegate le regole di gioco ed alcuni elementari temi tattici tramite l'ausilio di specifici materiali tecnico-didattici, scacchiere giganti e da tavolo, con l'ausilio di sfondi integratori e facendo ricorso ad esercitazioni pratiche e di coinvolgimento.

Desiderosi di imparare un gioco nuovo, gli allievi si sono dimostrati sin da subito desiderosi di apprendere dando vita, in linea con le temperature estive, ad infuocate ed infinite sfide scacchistiche all'insegna del buonumore e del sano divertimento.

L'istruttore, la direttrice e alcuni allievi partecipanti
Gli Scacchi favoriscono la concentrazione, stimolando la logica e l'uso sistematico della memoria, attivando i processi di astrazione e di problem-solving. Inoltre gli scacchi, attraverso la sistematicità del gioco, promuovono il rispetto delle regole, la correttezza, il rispetto dell'avversario e l'accettazione della sconfitta.

Il laboratorio si è concluso il 3 agosto, in occasione di un torneo round-robin a doppio turno, servito come verifica finale e vinto sul filo di lana da A.B. con solo mezzo punto di vantaggio dal secondo, A.A.

10 giugno 2011

Laboratorio di Dama & Scacchi

La Scuola Primaria "Topolinia School" di Acireale, nel corso dell'Anno Scolastico 2010/2011, ha organizzato tutti i mercoledì pomeriggio presso i propri locali il primo "Laboratorio di Dama & Scacchi". 
Il Laboratorio, iniziato l'1 dicembre 2010 e conclusosi il 18 maggio 2011, ha visto la partecipazione di 6 alunni del plesso, di età compresa tra i 5 e gli 8 anni, ed è stato suddiviso in due parti, rispettivamente per il gioco della Dama Italiana ed Internazionale (dicembre-febbraio) e degli Scacchi (marzo-maggio), per un totale di 20 lezioni (10+10) di 2 ore ciascuna in orario extrascolastico pomeridiano.

L'apprendimento e la pratica di queste due discipline rappresenta un mezzo per facilitare la maturazione dello studente e per accelerare la crescita delle facoltà logiche, divertendolo nello stesso tempo, favorendo la formazione della coscienza sociale attraverso il rispetto delle regole, l'accrescimento della correttezza, il rispetto dell'avversario, l'accettazione della sconfitta e l'adattamento alla realtà. 

L'attività, svolta con l'ausilio di specifici materiali tecnici e didattici, damiere e scacchiere da tavolo e supporti multimediali in DVD, ha visto i giovanissimi allievi cimentarsi sin da subito con le regole e le tattiche della Dama a 64 caselle prima e 100 caselle dopo, per poi approdare alla pratica degli Scacchi cosiddetti ortodossi ed alla simpatica variante eterodossa del "Vinciperdi". 

Ottimo l'interesse, l'impegno e la partecipazione per tutta la durata del corso, arricchita dal notevole ricorso a sfondi integratori e tecniche fabulatrici e di coinvolgimento tra gli allievi e dal costante clima ludico messo in atto dall'Istruttore di base della FID ed Istruttore Scolastico della FSI, nonché docente di scuola primaria Christian Citraro.

Venerdì 10 giugno scorso alle ore 19:00 sono stati consegnati agli allievi gli attestati di partecipazione in occasione della Festa di Fine Anno, durante la quale la Direttrice Didattica Agata Pennisi ha ribadito ai genitori ed alla nutrita platea l'importanza della pratica di queste discipline per lo sviluppo delle abilità matematiche e delle capacità logiche e di ragionamento.

6 giugno 2008

Progetto Scacchi a Scuola

L'Istituto Comprensivo "Giuseppe Parini" di Catania, per volontà del Dirigente Scolastico prof. Giuseppe Adernò ed avvalendosi della collaborazione dell'istruttore scolastico della Federazione Scacchistica Italiana nonché docente di scuola primaria Christian Citraro, ha realizzato nel corso dell'anno scolastico l'inedito Progetto "Scacchi a Scuola". 

Svoltosi dal 19 marzo al 3 giugno 2008, ha visto la partecipazione di 10 alunni di quinta classe primaria e prima classe secondaria di primo grado, per un totale di 12 incontri di 2 ore ciascuno in orario extrascolastico pomeridiano.

L'attività scacchistica, strettamente collegata alle varie discipline scolastiche, ha voluto simbolicamente costruire un ponte tra i "piccoli" delle quinte elementare e i "grandi" di prima media, offrendo reciproche occasioni di scambio d'esperienze, crescita umana e civile ed uso intelligente del tempo libero, con l'obiettivo di potenziare l'apprendimento delle materie scolastiche, favorire lo sviluppo del pensiero formale, la fiducia nei propri mezzi, il rispetto delle opinioni altrui, l'accettazione ed il confronto, facilitando così la maturazione dello studente.

Il progetto si è simpaticamente concluso con l'effettuazione di un torneo scolastico, vinto da Rinaldo G., al quale hanno partecipato, col massimo impegno e senza esclusione di colpi, tutti gli allievi coinvolti.

Il 6 giugno, ultimo giorno di scuola, alla presenza del Dirigente Scolastico e del Responsabile del Progetto, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione agli emozionati allievi: Roberto A. (5A), Greta C. (5A), Alessio M. (5A), Salvatore P. (5A), Francesco D.M. (5B), Rinaldo G. (5A), Andrea P. (1A), Carlo R. (1A),  Serena D.F. (1D), Riccardo D.M. (1D).

10 giugno 2007

Bianchi vs Neri: la Partita

La notazione completa della sfida scacchistica vivente tra i Bianchi (capitanati da Jacopo) ed i Neri (capitanati da Joshua), finita in patta:

1. e4 e5 2. Ch3 d5 3. Cg1 dxe4 4. g4 h6 5. Ag2 g6 6. Axe4 f5 7. Ad3 h5 8. gxf5 gxf5 9. h4 e4 10. Axe4 fxe-4 11. f4 Af5 12. Th2 Dd7 13. d3 e3 14. Axe3 Ab4+ 15. c3 Af8 16. c4 Axd3 17. Cc3 Axc4 18. Dxd7+ Rxd7 19. b3 Ad3 20. O-O-O Aa3+ 21. Rd2 Aa6 22. Re1+ Re7 23. Cge2 Th6 24. Tg2 Te6 25. Txg8 Txe3 26. b4 Txe2+ 27. Cxe2 Axb4+ 28. Rf2 Ac5+ 29. Rf3 Rf7 30. Tg5 b6 31. Txh5 Ab7+ 32. Rg3 Cd7 33. Th7+ Re8 34. Thxd7 Ac6 35. Th7 Ae4 36. Th5 Ag6 37. Th8+ Af8 38. h5 Ac2 39. Td2 Aa4 40. h6 Rf7 41. Th7+ Rg8 42. Txc7 Axh6 43. Tc4 Ab5 44. Tc1 Te8 45. Te1 a5 46. a4 Axa4 47. Ta2 Ab3 48. Ta3 Te3+ 49. Rf2 Th3 50. Txb3 Txb3 51. Cd4 Tb2+ 52. Ce2 a4 53. Tc1 Af8 54. Ta1 Ac5+ 55. Re1 a3 56. Cc3 Af2+ 57. Rd1 Ae3 58. Txa3 Axf4 59. Ta8+ Rf7 60. Ta7+ Re6 61. Ca4 Td2+ 62. Rc1 Re5 63. Cxb6 Ae3 64. Cc4+ Re4 65. Cxd2+ Rd3 66. Ta3+ Rd4 67. Txe3 Rxe3 Patta.

La Partita di Scacchi Viventi

Un caldo ed assolato pomeriggio tardo primaverile. L'incantevole scenario del belvedere di Piazza Allende. Sullo sfondo, l'imponente Valmarecchia, culla degli Etruschi e trono dei Malatesta.

Torriana, domenica 10 giugno 2007: il giorno più lungo, il teatro di uno scontro epico.

Gli eserciti sanno da tempo che non sarà un "gioco da ragazzi". Ciò che conta non è far prigionieri, ma concentrare le forze per arrivar ad un unico obiettivo. Per compiere l'impresa hanno imparato il duro "mestiere delle armi". Per mesi hanno sfidato nemici, affrontato battaglie, versato lacrime e sangue, lasciando sul terreno morte ai vili, ma gloria per gli impavidi. Adesso il gran giorno è arrivato.
Due Re, l'un contro l'altro armati, padroni incontrastati delle loro milizie, venderanno cara la pelle per avere la meglio sull'avversario, e conquistare la corona di vincitore. Alla fine ne resterà soltanto uno.

No, non stiamo parlando dello Sbarco in Normandia, delle Crociate o della Campagna Napoleonica, ma della prima "Partita di Scacchi Viventi", interpretata dagli alunni della scuola primaria "Giulio Turci" di Torriana, che svoltasi all'interno della più ampia cornice della "Sagra della Memoria" ha visto un successo in termini di pubblico e intensità di gioco, regalando ai bambini, come agli spettatori, un'ora di emozioni e colpi di scena, dalla prima all'ultima mossa.
Protagonisti assoluti i 32 bambini che in rappresentanza di tutte le classi del plesso, travestiti da torri, alfieri, cavalli e pedoni, hanno animato il leggendario scontro tra il "Re dei Ghiacci" (Jacopo) e il "Re dei Vulcani" (Joshua), accompagnati rispettivamente dalla "Regina delle Nevi" (Giorgia) e dalla "Regina della Lava" (Margherita). Arbitro dell'incontro il "Maestro delle Cerimonie" Christian.

La partita offre da subito i decisi assalti del Re nero contrapposti alla strenua difesa del Re bianco. Uno schema interrotto dai contrattacchi del bianco e dalla costante ricerca dell'iniziativa da parte del nero.
Un finale incerto, che vede contrapposti Re, Torre e Cavallo per i bianchi e Re, Torre e Alfiere per i neri. Un veloce (ed impulsivo) scambio di mosse (il nero avrebbe potuto sfruttare la migliore posizione alla 63a mossa con Ta2+ per poi catturare la Torre avversaria in a7 anziché muovere Ae3) e sul campo rimangono i due Re ed il cavallo bianco.
Dopo 67 mosse l'esito finale dello scontro: partita patta, che in gergo scacchistico vuol dire parità. Contro ogni previsione che vedeva il nero come favorito, l'incontro sancisce il perfetto equilibrio tra le parti, quando si dice: "la genuinità dei fanciulli".

I principali scatti dell'evento
L'evento giunge a conclusione del progetto "Scacchi a Scuola", cui hanno partecipato tutti gli alunni della scuola primaria, suddivisi in differenti livelli, con modalità e tempi diversi e con la supervisione dell'istruttore elementare della Federazione Scacchistica Italiana, nonché docente di scuola primaria, Christian Citraro. Un progetto che ha riscosso la soddisfazione sia degli allievi che dei genitori, come ampiamente espresso dai questionari di gradimento.

Determinante per la buona riuscita il decisivo apporto di tutti i docenti, in particolare dell'insegnante Monica Castellani per il continuo sostegno ed incoraggiamento, unito al supporto del Dirigente Scolastico dell'IC Verucchio prof. Adamo Pesaresi, cui vanno i miei sinceri ringraziamenti.
Per la partita di scacchi viventi un sentito grazie anche alla signora Pia Bizzocchi per la realizzazione di parte del materiale scenico ed alle nonne di Sofia, Giulia e Gaia per i costumi.

Ma il grazie finale è per loro, i bambini, protagonisti di questo cammino, fonti inesauribili di pene come di soddisfazioni per insegnanti e genitori. Accompagnarli in questa avventura con gli scacchi, paradigma della vita, è stato per me un onore. Accompagnarli nel cammino della vita è un dovere che spetta a tutti noi, cosiddetta "società civile", perché, come dice un proverbio africano, «ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino».

9 aprile 2007

Poesia Scacchistica

Ecco, l'Alfiere che va in diagonale
e frena con un pedale,
poi c'è la Torre
che corre, che corre.
Una Regina che non sa dove andare
e così continua a cercare,
intanto il Re sta facendo un buon pasto
e con i suoi figli si mette a posto.

 
V.D.G.

Classe IV Scuola Primaria "Giulio Turci" di Torriana

6 aprile 2007

Scacco Matto a Torriana


"Il gioco degli scacchi è una potente arma di cultura intellettuale", recitava uno slogan per il congresso generale dell'Unione Sovietica del 1924. Parafrasando quanto affermato più di ottant'anni fa potremmo oggigiorno sostenere come "gli scacchi sono un'arma potente di cultura pedagogica, educativa e didattica".
Sviluppo mentale, formazione del carattere e della coscienza sociale sono i principali obiettivi didattici sui quali si fonda il progetto "Scacchi a Scuola", attualmente in corso nella "Scuola Primaria Giulio Turci" di Torriana, che vede coinvolte tutte le cinque classi del plesso, suddivise in differenti livelli, con modalità e tempi diversi e con il supporto dell'istruttore scolastico della Federazione Scacchistica Italiana, nonché docente di scuola primaria, Christian Citraro.

Questo progetto vuole provare a smentire i principali luoghi comuni che vogliono gli scacchi esibirsi solamente in ambiti un po' esclusivi, da un pubblico prevalentemente adulto, o che richieda degli ambienti speciali, quieti e solitari, adatti a delle attività ritenute "massimamente cerebrali".
Il gioco degli scacchi è strettamente collegato alle varie discipline scolastiche e, pertanto, questo progetto sostiene un'attività che facilmente si inserisce nell'iter scolastico, offrendo agli studenti occasioni di crescita umana e civile e di uso intelligente del tempo libero.
Chi pratica questa disciplina, in generale, acquisisce maggiore capacità di concentrazione e potenzia, senza sforzo, le caratteristiche elaborative del cervello con notevoli effetti benefici anche in altri campi, come l'organizzazione del proprio lavoro o l'apprendimento delle materie scolastiche.

Alcuni scatti realizzati durante il Progetto
Un'esperienza, prima ancora che un progetto, che vuole essere anzitutto un percorso di crescita, cognitiva e relazionale, perché, per usare le parole di Benjamin Franklin del 1779 «la vita è una specie di gioco di scacchi, in cui abbiamo spesso dei punti da guadagnare e dei competitori o avversari con cui contendere; e in cui c'è una gran varietà di buoni e cattivi eventi, i quali sono, entro certi limiti, effetti della prudenza o della mancanza della medesima». Parole che possono sintetizzarsi, se mi è consentita la semplificazione, nel motto "gli scacchi come paradigma della vita".

In un mondo sempre più globalizzato e tecnologico ma diviso dalla prospettiva dello scontro di civiltà, la natura trascendente del gioco degli scacchi mette insieme Oriente ed Occidente. Nato in India nel VI secolo d.C., è stato protagonista di una lunga staffetta tra popoli: dai Persiani, passando per gli Arabi, per poi approdare in Europa intorno all'anno Mille.
Tanti buoni propositi quindi, che vogliono porre gli scacchi come un nuovo "centro d'interesse" per i più giovani, quella "thumb generation", la generazione del pollice, che corre alla velocità della luce ma che grazie ad un gioco antico, scandito da ritmi lenti, può ancora riprendersi il proprio tempo, ritrovando se stessa.

Ce la faranno? Non è dato sapere... un vecchio adagio recita tuttavia: "gli scacchi sono un mare in cui una zanzara può bere ed un elefante annegarsi".